Livio’s Press

Press about “La fiamma e il cristallo” – Enja Records 2008

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Gianpiero Cane in Alias – Il Manifesto  28/02/09

Alias - Il Manifesto


Jean Buzelin in Culture Jazz 20/02/09

Livio Minafra : tout feu tout flamme !
« La Fiamma e il Cristallo »

Culture Jazz Oui

Le premier disque en solo de Livio Minafra, enregistré en 2002, nous avait autant ébloui qu’il nous avait épuisé par l’abondance d’ingrédients, presque de surenchères, brassés dans un bouillonnement ininterrompu.
Fils du trompettiste Pino Minafra, membre du Sud Ensemble de son père et de grosses machines comme Canto General ou Municipale Balcanica, ce très jeune pianiste, né en 1982, s’affirme ici comme un musicien accompli qui a su discipliner cette énergie tous azimuts qu’il manifestait cinq ans auparavant. Non qu’il se soit calmé, heureusement, mais sa puissance de jeu, sa virtuosité, ses connaissances musicales sont vraiment mises au service d’une pensée musicale, et une idée de la forme qui ne demandaient qu’à être canalisées.
Avec ce disque somptueux, il ne nous a pas déçus. À la fois exubérant et réfléchi, ouvert et rigoureux, aussi maître de son clavier qu’il s’en libère, travaillant parfaitement “thèmes et variations“, il nous propose une véritable œuvre autobiographique, faite d’assimilations et de recréations permises par une vaste culture musicale — il admire Cecil Taylor, Antonello Salis, Nino Rota, Igor Stavinski, Seguey Kuryokhin, Erik Satie, les musiques traditionnelles, tout le jazz, le rock progressif… et les sons de la nature. Mais autant il mélangeait tout dans son premier exercice solo, autant il a décanté, choisi et recomposé dans cette série de pièces originales qui évoluent des rythmes ultrarapides aux ballades, en passant par différents tempos de danses et un grand souci de la mélodie, avec de fréquentes évocations debussistes, et toujours une vitalité et une virtuosité prodigieuses qui n’excluent pas la finesse et la sensibilité.
Bref, tout le piano pour une musique totale, que dire de mieux ?

Jazz & Tzaz 02/09

Jazz & Dzaz - Grecia


Claudia Mastrorilli in Puglialive 22/02/09

Sannicandro (Bari) – L’anima di Livio Minafra a ‘Le Porte dell’Occidente’ Castello Normanno Svevo di Sannicandro – 21 febbraio 2009 – Riaprono i battenti “Le porte dell’ Occidente”, varco immaginario tra oriente ed occidente, possibile punto di congiunzione tra due emisferi cerebrali tesi simbioticamente alla creazione di un essere umano equilibrato.
Il castello Normanno Svevo di Sannicandro, da ottobre scorso residenza teatrale dei Radiodervish (nell’ambito del progetto Teatri Abitati), diventa così centro polifunzionale dedicato alla musica e alle arti, suggestiva location di incontro e dialogo tra culture diverse. Nove appuntamenti per questo secondo ciclo di eventi, nel quale Nabil Salameh e Michele Lobaccaro, hanno scelto i nomi più rappresentativi della musica italiana uniti tra loro da comuni tematiche di confine.
Dopo l’innagurazione avvenuta lo scorso quattordici febbraio con il concerto del trio formato da Peppe Servillo (voce), Javier Girotto (fiati) e Natalio Mangiavite (pianoforte) ispirato al libro ” Fùtbol-storie di calcio” di Osvaldo Soriano, il secondo evento ha visto ieri come protagonista il venticinquenne pianista pugliese Livio Minafra, figlio d’arte (il padre Pino è un trombettista di notorietà internazionale e sua madre Margherita Porfido è un’apprezzata clavicembalista) con il suo ultimo cd “La fiamma e il cristallo”, prodotto dall’etichetta tedesca Enja. Pianista, fisarmonicista, scrittore e leader della band “Municipale Balcanica”, Minafra sembra ben rappresentare l’essenza dell’artista che attraverso le diverse forme artistiche è alla continua ed instancabile ricerca di comunicare. Vincitore del prestigiosissimo premio Top Jazz 2008, Minafra è giunto al suo secondo progetto discografico dopo ben sei anni dal suo esordio “La dolcezza del grido” inciso per l’etichetta britannica Leo Records.
Dotato di pianismo intenso, fluido e brillante il pianista pugliese ha ieri presentato nella sala interna del Castello di Sannicandro i brani del suo ultimo disco “La fiamma e il Cristallo”, un sottinteso omaggio agli “undici pezzi infantili” di Alfredo Casella. Così come asserisce lo stesso compositore, il titolo tende ad evidenziare l’eterno conflitto tra bene e male, tra caldo e freddo, tra colori diversi dove dalla glacialità del bianco assoluto si può arrivare al tepore di un arancio sulfureo, così come nello stesso essere umano coesistono diverse contraddizioni e tensioni a volte necessarie ed indispensabili per un profondo equilibrio emotivo.
Ad aprire il concerto, dopo una breve presentazione del leader dei Radiodervish Nabil Salameh in veste di direttore artistico della rassegna, il brano “Cerbiatto”, impetuoso fluire di note e cromatismi con un pedale armonico ostinato e certi riferimenti alle atmosfere francesizzanti di primo Novecento. Seguiranno il ludico “Choo Choof”, un omaggio al compositore Casella e un languido ricordo di Prokofiev, per poi giungere a “Rintocchi” dedicato ai tanti immigrati che perdono la loro vita in mare e che a volte trascorrono le loro notti nella sola compagnia di un cielo stellato. Il concerto prosegue, Minafra timidamente presenta al pubblico i brani del suo album, raccontando aneddoti, piccole storie che possono ben spiegare il pensiero del compositore.
Si giunge così al prorompente “La danza del Vulcano”, un evidente omaggio a Strawinsky, con interventi jazzistici e frammenti di melodie che si rincorrono freneticamente, e alla preghiera musulmana “Muezzin” scritto in sette ottavi, dove le sonorità mediorientali ben si sposano alle origini meticce delle nostre culture meridionali. In “Campane”, il profumo dei rintocchi delle campane paesane a volte non ben sincronizzate, sembra ben evidenziarsi in un gioco armonico di scale dal carattere ipnotico ed ossessivo mentre nel penultimo brano in scaletta “ Bulgaria” il pianoforte da strumento occidentale per eccellenza si trasforma, grazie ad alcuni oggetti posti casualmente al suo interno, in un sitar, in un rincorrersi frenetico di melodie ostinate sui bassi e sugli acuti.
Il concerto si conclude con la bellissima ed onirica “Nella notte il cristallo”, dal carattere crepuscolare, costruita su lunghi accordi alla Debussy. La melodia si fa lieve, sostenuta dal canto appena accennato di Minafra a sostenerne la linea, e frammezzata da una languida canzone infantile eseguita su una tastiera giocattolo quasi a rimembrare certi echi giovanili del compositore.

Enzo Boddi in Musica Jazz 02/09

Musica Jazz - feb/2009

Nicolà Sbisà in La Gazzetta del Mezzogiorno 30/01/09

Gazzetta del Mezzogiorno - N. Sbisà 30/01/2009

Musica Jazz 01/09

Musica Jazz - Copertina 01/2009

Musica Jazz - Top Jazz


Fabrizio Versienti in Musica Jazz 01/09

Musica Jazz - Intervista

Roberto Parmeggiani in Famiglia Cristiana 11/01/09

Famiglia Cristiana

Enzo Pavoni in Audio Review – 01/09

Audio Review - 01/09

Ugo Sbisà in La Gazzetta del Mezzogiorno 31/12/08

Gazzetta 31_12_08

Livio Costarella in La Gazzetta del Mezzogiorno 30/12/08

Gazzetta del Mezzogiorno 30/12/08

Francesco Mazzotta in Il Corriere del Mezzogiorno 27/12/08

Corriere del Mezzogiorno 27-12-2008

Ugo Sbisà in La Gazzetta del Mezzogiorno 27/12/08

Gazzetta del Mezz. 27-dec-08

Fabrizio Versienti in Il Corriere del Mezzogiorno 12/08

Corriere 12/08


Enrico Bettinello in Il Giornale della Musica (Italia) 12/2008

Paul J. Youngman in KJA Advocate (Canada) 30/11/2008

Italian pianist Livio Minafra has released a solo piano recording. I would describe the recording La Fiamma e il Cristallo as a compilation of original compositions for piano, served up in a classical manner. In translating the title of the recording to English, Flame and Crystal, you have a burning flame in the passion of Minafra’s playing. The crystal is the purity of his playing, a technically superb pianist, dynamic, clear ideas and a developing avant-garde style of composing. Listeners will require open ears to appreciate Livio Minafra’s inspired compositions and his explosive piano playing.

From the opening track “Ninna Per Mimma” the listener is treated to a melody that is romantic, striking and repetitive. The second track, “Choo Choof” adds children’s voices, a shock value is registered as the children are yelling, the piano comes on strong in a sinister fashion. Minafra hammers out lightning fast runs, dynamic, powerful chords and evokes the overall feel of tension and hyperactivity.

There are moments of beauty, romantic melodies and enchanting rhythms, these are offset by extremely aggressive playing. Minafra terrorizes the keyboard, he hammers out the notes as if with a mallet and seemingly shakes the piano to see what may come out. The music comes off as manic, agitated and disturbed at times. With percussive, pounding chords and repetitive runs, rapid statements are hammered out. On the composition “Muezzin” dedicated to Moslem brothers, this aggressive style of play borders on madness.

Minafra is a pianist on the edge, somewhere between classical and avant-garde. He lists as his influences, Cecil Taylor, Antonello Salis, Nino Rota, Igor Stravinsky, Sergei Kuryokhin, Eric Satie and Pino Minafra. Certainly elements of Cecil Taylor come through very clearly, the closer “Nella notte il Cristallo” is a Taylor like composition. A soothing voice, credited to Lotfi Aghzala is heard reciting a poem in Arabic. The pianist Minafra opens the tune with shock value chords of extended sustain. A death march unfolds into high pitched tears of loss as dark clouds roll in by way of unevenly spaced chords. The voice takes the listener on a journey, a pleasant path, a path of discovery and awakening, to fade gently to black.

Nicola Sbisà in Gazzetta del Mezzogiorno (It) 25/11/2008

Fabrizio Versienti in Corriere della Sera (It) 22/11/2008

Fabrizio Ciccarelli in Jazziltalia.it (It) 11/2008

http://www.jazzitalia.net/recensioni/lafiammaeilcristallo.asp

Fabrizio Ciccarelli in Vinilemania.net (It) 11/2008

http://www.vinilemania.net/reviewliviominafra1fc.htm

Stephan Richter in Fono Forum (De) 11/2008

Stephan Richter in Stereo (De) 11/2008

Tom Fuchs in Piano News (De) 11/2008

Olindo Fortino in Soundcontest.com (It) 29/10/2008

Trabocca di classe tecnica e fantasia la nuova prova discografica di Livio Minafra, giovane talento tricolore che ha saputo sfruttare con intelligenza e personalita’ il suo privilegiato retaggio musicale fitto di esempi ed esperienze fondamentali. La fiamma e il cristallo e’ una registrazione (per solo piano) che equivale a una stanza di specchi deformanti. Questi restituiscono un riflesso e un’immagine dell’artista dinamicamente cangianti, come le forme e le strutture di pezzi che ingoiano modelli e canoni felicemente digeriti e metabolizzati. A descrivere e a raccontare l’opera nel dettaglio sono gia’ le liner notes di due calibri massimamente addentro nella faccenda quali i maestri Claudio Abbado e Giorgio Gaslini, cosicche’ questa recensione sara’/sarebbe del tutto inutile e superflua. In sintesi posso solo aggiungere che Livio Minafra esterna una padronanza di scrittura impressionante, un pensiero architettonico della melodia e dell’armonia saldissimo e particolarmente ficcante, imbevuto di quel classicismo rivoluzionario e “atemporale” che risponde ai nomi di Debussy, Shostakovich, Korsakov, Liszt, Scriabin, Prokofiev e Rachmaninov. La fiamma e il cristallo e’ un disco esteticamente ibrido e di confine, nel senso che la sua discorsivita’ tange tanto l’universo colto-contemporaneo (pagando un sacrosanto tributo all’opera di Alfredo Casella e ai suoi Eleven Children’s Pieces) quanto quello folklorico e afromericano. In molti casi si tratta di aspetti e codici perfettamente integrati in un unicum espressivo e sonoro che transita da atmosfere delicate e intime (Ninna per Mimma, l’intensa Nella notte il cristallo e Rintocchi) a vertiginosi ostinati e glissando (Campane, La danza del vulcano, l’esotica Muezzin), da timbri percussivamente scherzosi e graziosi (Choof Choof), a temi spettinati e sperimentalmente impressionistici (Polvere e soprattutto Bulgaria, un folk-impro-jazz dal passo vivacissimo, giocata tra cluster, fraseggi e crepitanti “string-chords estratti dal ventre della tastiera). Da qui un album ricercato e d’indubbio spessore, che restituisce l’immagine di uno straordinario compositore e performer e che associa la cosmesi del suono a una brillante cantabilita’.

Voto: 8/10

Anna Furlan in Puglialive (It) 23/10/2008

Bari – Livio Minafra, pianista di raffinato talento, ha presentato il suo ultimo album ‘La fiamma e il cristallo’
Da ieri è nei negozi “La fiamma e il critallo”, l’atteso secondo nuovo album di Livio Minafra, uno dei più giovani e talentuosi jazzisti che la Puglia possa vantare in questi ultimi anni, pubblicato da Enja.
Presentato negli spazi della li
breria Feltrinelli, il giovane autore ha dialogato con il giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Ugo Sbisà, oltre a cimentarsi nell’esecuzione di alcuni suoi brani tutti di sua composizione contenuti nel nuovo album. Il titolo del cd, come ha spiegato Minafra, ha un significato specifico.
Per il giovane compositore l’ordine nella nostra vita è difficile da comprendere, mentre nel disordine si trova l’ordine. Ha proseguito nel dichiarare che la personalità di ognuno, più è definita più è complessa e, che pertanto deve essere contrastata per essere completa.
“La fiamma e il cristallo” quindi, è un titolo che sa di caldo e che sa di freddo, sono la testimonianza che per essere se stessi bisogna essere in contrasto con se stessi.
Non a caso ascoltando il disco si potranno percepire atmosfere bianche e altre di un arancio sulfureo. Il suo lavoro è un qualcosa dove non si conoscono i medi ma i contrasti.
Rispetto al primo disco che sembrava più libero questo appare più meditato più ricercato e ponderato. Livio Minafra ha un modo tutto suo di librare i pensieri e le parole, i suoi ragionamenti raggiungono un autismo particolare dove i tempi della musica dettano il suo modo di giocare con essa.
Livio Minafra insieme a Giovanni Allevi ha reso il mondo della musica classica meno concettuale, non è più quel mondo devoto e rivolto all’indietro, ma cerca canali comunicativi con i giovani, il pubblico di oggi. Minafra a detta nostra è un pianista di raffinato talento, contamina i confini tra classica, pop e jazz. Operazione a volte snobbata dai “puristi”, che la considerano troppo commerciale.

Antonella Gaeta in La Repubblica (It) 22/10/2008

Ludovico Fontana in Corriere del Mezzogiorno (It) 22/10/2008

Italo Interesse in Il Quotidiano di Bari (It) 21/10/2008

Walter Porcedda in La Nuova Sardegna (It) 19/10/2008

C’è del classico in quel jazz
la Nuova Sardegna — 19 ottobre 2008 pagina 39 sezione: SPETTACOLO

Il Jazz come musica dell’anima. Terapeutica, persino. Per lenire, calmare, ma anche per trovare nuove energie. Non è un paradosso. Nel mezzo di giorni tumultuosi attraversati da tempeste finanziarie e marosi di ogni tipo, di incertezze che riguardano il futuro la musica può essere un’oasi e indicare vie d’uscita. Che, come spesso la storia insegna, si trovano davanti agli occhi. Nella memoria e nelle radici, ad esempio. È quello che sommessamente ma con grandioso senso dell’arte da qualche anno, in punta di piedi eppure sontuosamente insegna un grande musicista come il sassofonista Gianluigi Trovesi. Strumentista di valore… (omissis)
Da un grande del jazz a una futura stella. È il pianista Livio Minafra. Figlio d’arte (di Pino, trombettista di valore) in «La fiamma e il Cristallo» (Enja Records), primo disco solo compie paradossalmente un’operazione di sintesi musicale che ha molti punti di contatto con quella di Trovesi. Se non nel contenuto, nello spirito. Anche qui il jazz è la chiave per rileggere classici, da Debussy a Prokofiev e Ravel, echi popolari e ritradurli in una musica di grande energia e inventiva. Pura acqua fresca.

Ugo Sbisà in La gazzetta del Mezzogiorno (It) 23/09/2008

di Ugo Sbisà

Thomas Hein in Concerto Magazine (Ös) 10/2008

interview by T. Hein (Austria)
interview by T. Hein (Austria)

Thomas Fitterling in Rondo Magazin (De) 09/2008

Dieser 26jährige Livio Minafra, Sohn der Cembalistin Margherita Porfido und des Trompeters Pino Minafra, ist ein pianistisches Naturereignis. Eigentlich spielt er ja in der Band seines Vaters und ist noch an verschiedenen anderen Projekten beteiligt, seine erste CD unter eigenem Namen vor fünf Jahren aber wollte er ganz allein als Soloalbum aufnehmen, und auch jetzt ist seine zweite CD wieder ein Soloalbum geworden. Er sei als Einzelkind aufgewachsen und habe schon immer die Musik, die um ihn herum erklang ob nun Klassik oder Jazz auf dem Klavier nachgeahmt und mit ihr gespielt, das Solospiel sei also für ihn die natürlichste Sache der Welt, kommentiert das selbstbewusst Livio Minafra.
In der Tat ist “La Fiamma E Il Cristallo” ein klar programmatisch strukturiertes, von Spielfreude überbordendes Rezital eines improvisatorisch Klavier spielenden Komponisten. Minafra versteht die zehn Titel des Albums autobiographisch, jeder wird auf ganz eigene Art gestaltet. Alle aber sind sie von einem spielerischen Moment geprägt, das letztlich aus der Jazzerfahrung kommt, wenngleich da viel mehr französische Klaviertradition eines Debussy, Ravel und immer wieder eines Satie aufscheint als handfeste Jazzelemente. Angesichts der immer wieder durchbrechenden schieren Lust am Spiel mag man spekulieren, welche Ergebnisse eine Zusammenarbeit Minafras mit einem so altersweisen Meister der Reduktion wie etwa dem Schlagzeuger Paul Motian wohl zeitigen würde.

Rolf Thomas in Jazz Thing (De), 75/2008

Mit 25 Jahren veröffentlicht Livio Minafra bereits seine zweite Piano-Solo-CD. Was so manchem als Hybris erscheinen mag, ist für Minafra, Sohn des Jazztrompeters Pino Minafra, ganz natürlich. “Solo-Piano war für mich schon immer ein Spiel”, hat er einmal gesagt. “Noch bevor ich studiert habe, habe ich schon improvisiert: Diese übersprudelnde Kreativität, die auch “La Fiamma E Il Cristallo” prägt, hat die Klassik etwa Strawinsky oder Rimsky-Korsakov – ebenso viel zu verdanken wie den großen Jazz-Improvisatoren, vorneweg Cecil TayJor, über den Minafra seine Diplomarbeit geschrieben hat. Aber der Pianist hat auch Humor, und so blitzen in seinen Stücken bisweilen Fetzen der “Marseillaise” oder von “Freude schöner Götterfunken” auf. “Campane” beginnt romantisch, bevor es verwirrend und kaleidoskopisch wird, und “Muezzin” ist eine neunminütige Tour de Force in atemberaubender Geschwindigkeit. Livio Minafra spielt stets mit ungestümer Eleganz.

Ralf Dombrowski in Stereoplay (De) 10/2008

Die Idee der “Children’s Corner” übt auf Pianisten eine magische Faszination aus. Kunstvoll kaschierte Kinderlieder als Zeichen von verspielter Intellektualität – da kann auch der junge Italiener Minafra nicht widerstehen. Sein Solo-Programm hat reichlich Debussy im Stammbaum. Gewürzt mit Rachmaninow, etwas Philip Glass und einer Prise Mehldau, erfrischend naiv in seinem ikareischen Pathos, ganz weit hoch steigen zu wollen.

Dirk Bremshey in Hamm Live (De) 9/2009

Mit “La Fiamma e il Cristallo” (Enja/Soulfood) emanzipiert sich der italienische Pianist LivioMinafra ein weiteres Stück von seinem bekannten Vater, dem Trompeter Pino Minafra. “Die Flamme und der Kristall” versinnbildlichen die beiden Pole von Minafras virtuosem Spiel: Von romantischen, klangmalerischen Passagen wechselt er zu furios swingenden Nummern. Dabei bilden seine klassische Ausbildung und seine Liebe zum Jazz den Rahmen für eigenständige Kompositionen, die Traditionen wie Folklore, Klassik und Avantgarde-Jazz gelungen verbinden.

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Press about “La dolcezza del Grido” – Leo Records 2003

Cadence - pag.1 - Canada

Cadence - pag.2 - Canada

Corriere della Sera - Italia

Il Quotidiano - Italy

Il Manifesto - Italy

Jazz Critique - Japan

Jazz Critique Magazine - Japan - Best talents 2004

Jazzit - Italy

Jazz Notes - France

Jazzaround - Benelux

Reviews about the solo piano concerts:

Down Beat - Usa

Music Magazine - Bulgaria